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BANCAROTTA, NO ALL’AUTOMATISMO DELLE PENE ACCESSORIE DECENNALI: LA DURATA LA STABILISCE IL GIUDICE CASO PER CASO

È il titolo del comunicato pubblicato in data odierna (5.12.2018) dall’ufficio stampa della Corte costituzionale, in cui si afferma quanto segue:

È incostituzionale la previsione di pene accessorie di durata fissa decennale (inabilitazione all’esercizio di una impresa commerciale e incapacità di esercitare uffici direttivi nelle imprese) per tutti coloro che siano condannati per bancarotta fraudolenta. 

Lo ha deciso la Corte costituzionale con la sentenza n. 222 depositata oggi (estensore Francesco Viganò).

D’ora in poi, quindi, nel condannare un imputato per bancarotta fraudolenta il giudice penale dovrà determinare discrezionalmente la durata delle pene accessorie che si aggiungono alla pena principale della reclusione.

Al link sottostante si può leggere per esteso il comunicato, ove è presente anche rimando alla pronuncia depositata.

https://www.cortecostituzionale.it/documenti/comunicatistampa/CC_CS_20181205122144.pdf

Paolo Ghiselli

Difensore cassazionista del Foro di Rimini, che si è specializzato nella difesa tecnica di procedimenti per reati societari, anche attraverso l’esperienza maturata nella redazione delle note a sentenza per le riviste specialistiche del Sole 24 Ore.
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