CEDU

Tutela dei diritti fondamentali oltre i confini nazionali

https://www.echr.coe.int/documents/604084/1301430/PDH_External_view+%2813%29.jpg/e74e2086-7d10-c008-cdf7-132d6912351e?version=2.0&t=1730736175074

La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali riconosce a ogni persona il diritto di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Il ricorso è possibile quando la persona ritiene di aver subito, da parte di uno Stato aderente, la violazione di uno dei diritti garantiti dalla Convenzione o dai suoi Protocolli.

Tra le situazioni più frequenti rientrano:

  • l’eccessiva durata dei processi;
  • la violazione delle garanzie del giusto processo;
  • le lesioni del diritto di proprietà;
  • le violazioni della vita privata e familiare, della libertà personale o della libertà di espressione.

Il ricorso alla Corte è uno strumento di tutela sussidiario e altamente tecnico. Le condizioni di accesso sono rigorose e ogni anno una parte significativa dei ricorsi viene dichiarata irricevibile per ragioni formali o procedurali.
Infatti, solo il 2% dei ricorsi viene dichiarato ricevibile.

 Per questo lo Studio assiste il cliente con un approccio strutturato in tutte le fasi della procedura.

1. Valutazione preliminare del caso

Prima di intraprendere qualsiasi iniziativa, lo Studio esamina con attenzione la vicenda e la documentazione del cliente.
L’obiettivo è verificare se esistono i presupposti per un ricorso.

In particolare, la valutazione riguarda:

  • La qualità di «vittima».
    Si verifica che il cliente abbia subito, personalmente e direttamente, la violazione lamentata, come richiede la Convenzione. Si considera anche se eventuali indennizzi già ottenuti in sede nazionale siano adeguati.
  • L’esaurimento delle vie di ricorso interne.
    La Corte può essere adita solo dopo aver utilizzato i rimedi previsti dall’ordinamento nazionale che siano effettivamente disponibili e adeguati.
  • Il rispetto del termine per ricorrere.
    Il ricorso deve essere proposto entro quattro mesi dalla decisione interna definitiva. È un termine perentorio, che la Corte computa secondo criteri propri.
  • Le ulteriori condizioni di ricevibilità.
    Il ricorso non deve essere anonimo e non deve riprodurre una questione già esaminata. Inoltre, non deve risultare manifestamente infondato o abusivo e deve riguardare un pregiudizio importante.
  • Il merito della doglianza.
    Il caso viene confrontato con la giurisprudenza della Corte per individuare i diritti convenzionali rilevanti e la loro fondatezza.

Al termine dell’esame, lo Studio fornisce al cliente un parere motivato sull’opportunità del ricorso, sui rischi e sui profili critici, in modo che la decisione sia consapevole.

2. Redazione e deposito del ricorso

Se la valutazione è favorevole, lo Studio predispone il ricorso individuale sul formulario ufficiale della Corte, nel rispetto delle prescrizioni dell’art. 47 del Regolamento della Corte. Il formulario deve essere completo in ogni sua parte: un ricorso incompleto non interrompe il termine.

L’attività comprende:

  • l’esposizione chiara e sintetica dei fatti;
  • l’individuazione delle norme della Convenzione e dei Protocolli che si assumono violate, con le relative argomentazioni;
  • la dimostrazione del rispetto delle condizioni di ricevibilità;
  • la selezione e l’organizzazione della documentazione a supporto, compresi i provvedimenti nazionali;
  • il conferimento della procura per la rappresentanza davanti alla Corte;
  • la spedizione del ricorso nel rispetto del termine e delle formalità richieste. La data che fa fede è quella di invio del formulario regolarmente compilato .

Su richiesta e se ne ricorrono i presupposti, lo Studio valuta anche la presentazione di istanze di trattamento prioritario o di misure provvisorie nei casi di particolare urgenza.

3. Gestione del procedimento davanti alla Corte

Dopo il deposito, lo Studio segue il ricorso per tutta la durata del procedimento e mantiene i rapporti con la Cancelleria della Corte. In particolare:

  • Monitoraggio e comunicazioni con la Cancelleria.
    Lo Studio risponde alle richieste di chiarimenti o integrazioni.
  • Fase di comunicazione al Governo.
    Se il ricorso viene comunicato allo Stato convenuto, lo Studio redige le osservazioni in replica. Contesta inoltre le eventuali eccezioni di irricevibilità, ad esempio quelle relative al mancato esaurimento delle vie interne o alla perdita della qualità di vittima.
  • Composizione amichevole e dichiarazioni unilaterali.
    Lo Studio assiste il cliente nella valutazione delle proposte di composizione amichevole o delle dichiarazioni unilaterali del Governo, previste dagli artt. 37 e 39 della Convenzione. Il cliente viene informato con chiarezza sulle conseguenze di ciascuna scelta.
  • Equa soddisfazione.
    Lo Studio formula e documenta le richieste di equa soddisfazione ai sensi dell’art. 41 della Convenzione, per il danno patrimoniale e non patrimoniale e per le spese sostenute.
  • Eventuale rinvio alla Grande Camera.
    Lo Studio valuta e predispone, ove opportuno, la relativa richiesta.

Il cliente viene costantemente aggiornato sullo stato della procedura e su ogni sviluppo rilevante.

4. Adempimenti successivi alla decisione

L’assistenza prosegue anche dopo la pronuncia della Corte:

  • Analisi della decisione e illustrazione al cliente dei suoi effetti.
  • Esecuzione della sentenza.
    Lo Studio segue il pagamento delle somme liquidate dalla Corte e la fase di sorveglianza sull’esecuzione davanti al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.
  • Rimedi interni per la riapertura del giudicato.
    Se ne ricorrono i presupposti, lo Studio attiva gli strumenti previsti dall’ordinamento italiano dopo una condanna dello Stato a Strasburgo:
  • In materia civile, la revocazione per contrarietà alla Convenzione (art. 391-quater c.p.c.), da proporre entro sessanta giorni dalla pubblicazione della sentenza definitiva della Corte;
  • in materia penale, la richiesta di eliminazione degli effetti pregiudizievoli delle decisioni adottate in violazione della Convenzione, da presentare entro novanta giorni.

Il nostro metodo

  • Valutazione rigorosa e trasparente delle possibilità e dei limiti del ricorso.
  • Attenzione ai termini e ai requisiti formali, decisivi in questa materia.
  • Aggiornamento costante sulla giurisprudenza della Corte europea.
  • Comunicazione chiara con il cliente in ogni fase

Avvertenza

Le informazioni di questa pagina hanno carattere generale e non costituiscono un parere legale sul singolo caso. L’esito del ricorso dipende dalle circostanze concrete, dalla documentazione disponibile e dalle valutazioni rimesse in via esclusiva alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Lo Studio non può garantire l’accoglimento del ricorso né il conseguimento di uno specifico risultato. Assicura invece un’assistenza professionale, diligente e accurata in ogni fase della procedura.

Per una valutazione preliminare del caso, contattare lo Studio.

Utilizziamo i cookies per garantirti la migliore esperienza. Puoi scoprire maggiori informazioni nella cookie policy oppure gestirne i consensi nelle impostazioni privacy.
AccettoImpostazioni Privacy

GDPR

  • Statistiche

Statistiche

Cookie di analisi